Solo l’amore può cambiare il mondo

Continuano senza sosta le efferatezze dettate da odio e fanatismo. I martiri cristiani di oggi. Dalla croce alla gloria della risurrezione

 

Appena ho saputo dell’uccisione nello Yemen di 4 suore Missionarie della Carità, la congregazione fondata da madre Teresa di Calcutta, mi è venuto spontaneo pensare all’invito di Gesù, quel “ama il prossimo tuo come te stesso”, evidentemente ignorato da molti, cristiani o musulmani che siano. Sembra che i terroristi siano entrati nel convento di Aden con la scusa di fare visita ad alcuni parenti. Poi hanno separato le religiose dalle altre persone presenti nella casa e, dopo aver ammanettato gli anziani e i malati, per fortuna non uccisi, hanno aperto il fuoco, ammazzando 16 persone e, forse, anche il sacerdote di cui non si hanno più notizie.  

“Questi sono i martiri di oggi” ha commentato il Papa, riferendosi soprattutto alle Suore che erano state “già in passato oggetto di attacchi mirati”, ma che “avevano deciso di rimanere qualsiasi cosa capitasse, perché questo fa parte della loro spiritualità”. Alimentata da quell’amore per il prossimo che le spingeva ad occuparsi sempre e comunque di malati ed anziani, anche a costo di morire “con Gesù e Maria nostra Madre”, come scrissero alle consorelle di Roma nel giugno del 2015, in conformità con la fondatrice dell’Ordine che, proclamata beata da Giovanni Paolo II nell'ottobre del 2003, sarà dichiarata “santa” a settembre di quest’anno. 

Aggressione terroristica, forse legata alla rete di Al Qaida, che “ha a che fare con la religione”, come affermato da Mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale. Ciò ha spinto il Pontefice a parlare di “violenza insensata e diabolica” e ad invocare la fine di “questa persecuzione contro i cristiani, che il mondo cerca di nascondere”. Uno sterminio che, nel corso della storia, ha comportato 70 milioni di morti, 45 dei quali solo nel secolo scorso. Se è comprensibile che gli imperatori romani considerassero nemici i seguaci di Cristo che si rifiutavano di compiere i sacrifici, obbligatori per legge, agli dei della religione ufficiale; e che, nel XVII secolo, in Giappone ne furono crocifissi in pubblico 40.000, in quanto visti come una minaccia al potere costituito o alla struttura tradizionale della società, lo sono molto meno quelli uccisi negli scontri tra gli stessi cristiani, rei, si pensava, di interpretazioni bibliche eretiche.

 A partire dal 1793, iniziarono gli omicidi per motivi politici, come successo in Francia, in Messico, nella Germania nazista e nella Russia comunista.  Quest’ultima, convinta che occorresse liberare il popolo dalla religione, considerata una superstizione che frenava il progresso della società, assassinò 50.000 civili, sacerdoti e vescovi, chiuse quasi tutti i seminari, abolì l'insegnamento e le celebrazioni religiose nelle scuole, dal 1922 proibite perfino all'interno delle abitazioni private. Il che spinse Pio XI a definire il Comunismo “flagello satanico che mira a… scalzare i fondamenti della civiltà cristiana”.

Ora sono i musulmani ad uccidere, tramite attentati, e a distruggere chiese e monumenti sacri. A stare alle cronache recenti, in Africa ed Asia ne muoiono migliaia all'anno, molti dei quali nel tentativo di emigrare, mentre altri, per sopravvivere, si convertono all'Islam. Il che può far pensare alla fine del Cristianesimo negli Stati islamici, i quali distruggono il passato ed uccidono il presente, per negare il futuro e fare la guerra alla storia. Ciò avviene soprattutto in Irak, dove sono rimasti solo 150 mila Cristiani del milione e mezzo lì residenti fino a pochi anni fa. E dove un maomettano, se si converte, è oggetto di vendette, nonché linciaggi da parte della popolazione.

 Se nel mondo islamico si uccide per motivi religiosi, non va meglio in quello cristiano dove abbondano, su donne, bambini ed uomini, violenze esercitate spesso in ambito familiare, attraverso minacce, percosse, abusi sessuali, infanticidi ed uxoricidi. Ai quali si aggiungono gli assassini che seguono a furti, divergenze politiche od omofobia. Misfatti che avvengono per quella mancanza di amore verso il prossimo che Gesù ci ha insegnato. O così male inteso da fare abolire nelle scuole, a Natale e a Pasqua, le preghiere, le benedizioni ed i canti liturgici per “rispetto” dei Musulmani; oppure per non offendere i figli di omosessuali, come deciso quest’anno nella festa del papà (19 marzo) all’asilo di via Toce a Milano, in quanto in alcune classi ci sono piccoli che vivono con due mamme.

A queste infamie si aggiunga l’enorme spreco di cibo buttato, per un valore solo in Italia di 12 miliardi. Il che induce papa Bergoglio ad augurarsi un “cambiamento del cuore”, in nome di quella carità che è al centro del messaggio cristiano. La stessa che ha indotto Gesù a lasciarsi crocifiggere e, dopo la Resurrezione, a mandare gli Apostoli nel mondo per insegnare ad amare il prossimo. Un messaggio che rinnovo augurando a tutti Buona Pasqua. 

  Egidio Todeschini

22.3.2016