L’Islamismo che minaccia Europa ed USA

Barbaro uccidere a sangue freddo soldati, bambini ed un rabbino. Ma pure vergognoso il risorgere dell’antisemitismo europeo

 

 Sconvolgente l’attentato alla scuola ebraica di Tolosa del 19 marzo scorso. Però sconcerta sapere che l’assassino, il ventiquattrenne Mohammed Merah, un “Mujaheddin” (= impegnato nel jihad), precedentemente omicida di tre parà, era già conosciuto dalla polizia francese di Tolosa. Nel 2010, infatti, era stato denunciato da una donna, tra l’altro minacciata di morte, perché aveva cercato di circuirne il figlio sedicenne mostrando video scioccanti nei quali si inneggiava all’Islam e allo sterminio degli Ebrei. Senza contare che nel 2007 pure suo fratello era stato implicato in un’indagine finita poi nel nulla. Il che significa che le Forze dell’ordine sapevano, o avrebbero dovuto sapere, che entrambi appartenevano al gruppo di Al Qaeda chiamato Fursan Al ‘Izza (associazione operante in Francia che si prefigge di islamizzare la società occidentale attraverso l’iniziazione alla legge musulmana, l’esaltazione della parola di Allah e l’abolizione degli Stati democratici). Non è l’unica setta, in questo Paese che registra un notevole incremento delle violenze rivolte per lo più contro le comunità ebraiche (389, solamente nel 2011), ad opera di Islamici, molti dei quali hanno la cittadinanza francese grazie al cosiddetto ius soli. Angherie che i politici e la stampa locali, ma non solo, sovente sottovalutano. Magari attribuendole a neo nazisti o a razzisti. Errore madornale in cui casca perfino il procuratore di Tolosa, Michel Valet, secondo il quale chi ha sparato davanti alla scuola ebraica è “un serial killer razzista”.

In effetti non si può dire che l’antisemitismo sia morto nell’Occidente che imputa sempre e solo al nazismo le persecuzioni contro gli Ebrei e regolarmente dimentica quelle messe in atto dallo stalinismo sovietico. Gli occidentali arrivano a volte perfino a negare la Shoah, negazionismo che, come scrive Pierluigi Battisti su il Corriere della Sera, “toglie ai Giudei lo statuto di vittime per consegnarli interamente al ruolo di carnefici”. Purtroppo a criticare Israele, minacciare stragi contro i Semiti o a metterle in atto non sono solo i Musulmani, anche se questi prevalgono numericamente. Dice niente che l’Onu abbia condannato 27 volte quello Stato, solo perché reagisce ad attacchi nemici? Che un intellettuale norvegese, Jostein Gaarder, abbia accusato gli Israeliani di volere “una soluzione finale per i palestinesi”? O che la baronessa Cathy Ashton, responsabile della Sicurezza Europea, abbia paragonato, parlando dell’assassino di Mohammed Merah e a dispetto della sostanziale differenza che c’è tra i due fatti, i bimbi palestinesi vittime delle bombe israeliane a Gaza con quelli uccisi a Tolosa? Anche in Francia, in cui la comunità giudaica conta più di 600.000 persone, la destra ultranazionalista ritiene che il potere sia nelle mani degli Ebrei e che la crisi finanziaria sia opera del sionismo internazionale. Opinione che spinge ad uccidere e a dissacrare le tombe, 30 solo nel cimitero ebraico di Nizza. Se non stupisce che il fratello del killer abbia detto: “Sono molto fiero di lui”, scandalizza appurare che una francese, insegnante d’inglese del liceo Flaubert di Rouen, nel nord della Francia, abbia invitato i suoi studenti ad osservare un minuto di silenzio in memoria dell’omicida di Tolosa, indicato come “vittima” i cui legami con Al Qaida sono stati “inventati” dal presidente Nicolas Sarkozy. E meno male che la maggior parte dei suoi allievi abbia reagito uscendo dall'aula!

E’ noto, purtroppo, che negli ultimi due anni in diverse capitali europee si siano registrati distruzioni ed incendi di sinagoghe, di cimiteri e di istituzioni ebraiche ad opera di personaggi, dell'estrema sinistra e dell'estrema destra, che chiedono la morte degli Ebrei o ne insultano lo Stato, definendolo, come ha fatto l’ambasciatore francese, un “piccolo Stato di merda” (sic). Non sono da meno negli Stati Uniti dove, secondo l’FBI, in un solo anno sono stati commessi centinaia di crimini contro i Semiti, e non tutti ad opera di Musulmani. Atteggiamenti ostili dai quali neppure l’Italia è esente: basti pensare all’ex ministro di Grazia e Giustizia, il comunista Oliviero Diliberto, che nel 2006 ritenne di poter partecipare ad un corteo dove si bruciavano bandiere israeliane. Penisola, la nostra, dove spesso, su quotidiani e settimanali, si leggono paragoni fra sionismo e nazismo.

Un antisemitismo irrazionale di persone che vogliono distruggere Israele e pensano che sia un dovere uccidere gli Ebrei, perché “demoni ed assassini”, nonché responsabili della corruzione della cultura occidentale, dell’amore per il denaro o della degenerazione dei costumi sessuali. Tutta gente che non si rende conto che, stando dalla parte di chi vuole eliminare lo Stato ebraico ed islamizzare l’Occidente, lo aiuta a farci perdere la democrazia, nonché la libertà di opinione e di religione. E la vita, com’è successo a tanti Cristiani residenti nei Paesi arabi (dal 2000, solo fra vescovi, preti, suore, seminaristi e catechisti ne sono stati uccisi 263). Colpevolizzare Israele a scapito di ogni verità rivela la decadenza culturale del mondo occidentale che deve invece reagire.

Egidio Todeschini

5.8.2012