Nazionalità agli immigrati: Italia divisa

Lo “ius soli” voluto da esponenti del Pd, auspicato da Papa Francesco, ma rifiutato dal centrodestra e da molti cittadini

 

 

Si continua con le polemiche, in Italia. Prima quelle sorte contro gli eventuali muri costruiti o da erigere per evitare atti terroristici che hanno spinto molti esponenti di sinistra a chiedere di abbatterli in quanto considerati espressione di disumanità e carente fratellanza. Anche il Premier Paolo Gentiloni, dopo la strage di Barcellona, ha affermato: “Noi diciamo no alla politica dei muri e della paura”.

Questo ha spinto l’architetto Boeri a sostenere che, per difenderci, basta porre “alberi, vasi e fioriere” davanti alle chiese, alle strade e alle zone urbanistiche più frequentate. Come ha fatto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, davanti alla Galleria Vittorio Emanuele ed al Duomo, imitato dai primi cittadini di Verona, Venezia, Bari, Palermo, La Spezia e moltissime altre città, in quanto ciò è considerato “versione politicamente corretta e più accettabile del muro”, considerato offensivo della cultura nazionale. Salvo, però, erigerne qualcuno, sia pure per brevi periodi, nei luoghi in cui si svolgono concerti o sagre. Come a Bologna dove si svolge la Festa dell’Unità.

In effetti, in Italia, non ci sono stati attentati, nonostante la decisione governativa di bloccare gli imbarchi sulle navi traghetto mediante l’invio ai porti libici delle nostre corazzate, con conseguente diminuzione, nel mese di agosto, del numero degli sbarchi sulle coste italiane: 2.936 rispetto ai 21.294 dell’anno scorso. E forse anche a causa dell’eventuale approvazione della legge grazie alla quale lo straniero può ottenere la cittadinanza nazionale, se ha soddisfatto le condizioni imposte.

Norma voluta dal Pd, sia pure contrastata da alcuni suoi esponenti, ma auspicata da Papa Francesco il quale, ritiene necessario che, “nel rispetto del diritto universale a una nazionalità, questa va riconosciuta e opportunamente certificata a tutti i bambini e bambine al momento della nascita" nonché "assicurato l'accesso regolare all'istruzione primaria e secondaria". Opinione espressa nel messaggio che invierà per la giornata mondiale del migrante. che si celebrerà il prossimo 14 gennaio, sul tema: Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati. Frase che ha suscitato sgomento e critiche anche tra i Cattolici. E che ha spinto il leghista Salvini a replicare: "Volete la legge? Applicatela in Vaticano".

Dello stesso parere del Pontefice, anche il Parroco di Vicofaro (Pistoia), don Massimo Biancalani, il quale, alle critiche ed insulti di chi lo rimproverava per aver portato gli immigrati in piscina, rispose con questo giudizio: “Loro sono la mia patria, razzisti e fascisti i miei nemici”.

La legge, già approvata alla Camera, prevede l’acquisto della cittadinanza a chi è arrivato in Italia avendo meno di 12 anni o vi è nato da genitori, uno dei quali abbia il permesso di soggiorno di almeno 5 anni, con un reddito non inferiore all’assegno sociale annuo, un alloggio a termini di legge ed abbiano entrambi superato il test di conoscenza della lingua italiana. (si parla infatti di ius culturae). Ai loro figli è riconosciuta la cittadinanza se, per almeno cinque anni, hanno studiato in istituti appartenenti al sistema nazionale scolastico o seguito corsi d’istruzione professionale triennali o quadriennali, idonei al conseguimento di una qualifica. La cittadinanza è concessa dal Presidente della Repubblica.

La norma avrebbe dovuto essere discussa, dopo la pausa estiva, in Senato dove, al testo approvato dalla Camera, sono stati apportati 50.074 emendamenti (quasi tutti presentati dalla Lega). Dibattito non avvenuto perché mancavano i voti di Alleanza popolare, i Cinque Stelle si sono dichiarati contrari e erano improbabili i voti favorevoli di Ala e di Gal. Il che ha convinto il Pd di non avere i numeri necessari per approvarla e quindi di ritenere opportuno non metterla in discussione, benché formulata dai loro membri e voluta da Matteo Renzi, anche se i ministri del Pd insistono su questo provvedimento, che ha fatto dire a Minniti che “un Paese il quale non costruisce muri ma governa i flussi e crea integrazione deve avere il coraggio di dare nazionalità a chi è nato qui da genitori che soggiornano regolarmente e lavorano nel nostro Paese”.

I numeri sfavorevoli allo ius soli non riguardano solo il Parlamento. Ci sono sindaci (non pochi e alcuni del Pd) contrari alla legge; ad essi si aggiunge la disapprovazione di moltissimi Italiani, il che, secondo alcuni sondaggi, farebbe perdere al Pd i voti alle imminenti elezioni regionali e a quelle politiche del prossimo anno. Motivi per cui, per ora, la legge non sarà discussa. E rimandata ai posteri l’ardua sentenza.

Egidio Todeschini  

 

11.9.2018