Noi spesso responsabili dei disastri

Ascoltiamo il grido della Terra, ammonisce il Papa. Perché la natura si ribella alle incurie degli uomini. Come succede ogni anno in Italia e nel mondo

 

 

“Ascoltiamo il grido della Terra”, ha scritto il Pontefice nel messaggio per la Giornata mondiale del Creato, riferendosi ai danni causati al nostro pianeta trasformato “in una distesa inquinata di macerie, deserti e sporcizia”. Fatti che, purtroppo, annualmente avvengono provocando morti, feriti e notevoli spese, e trasformano il “giardino rigoglioso” donatoci da Dio. Distruzioni che, secondo il Papa, sono “provocate dai nostri comportamenti irresponsabili ed egoistici”.

Ne deriva la necessità che Parlamentari e Autorità competenti si assumano “un atteggiamento rispettoso e responsabile verso il Creato” ed ascoltino “il grido della Terra”, cioè quello delle persone, delle opere d’arte e delle costruzioni. Comportamento spesso carente nei politici e nei cittadini, come rilevabile dalle cronache quotidiane che informano su incidenti, catastrofi e danni ai territori e agli uomini. Ai quali compete, invece, il compito di rispettare la bellezza della natura, dei territori, degli edifici e delle architetture. Come pure di aiutare economicamente i feriti, di occuparsi subito dei crolli, come quello del ponte un mese fa Genova, o delle abitazioni, scuole ed altri fabbricati. Notevoli, infatti, le difficoltà che ne derivano ai cittadini. Problemi che, spesso, non trovano subito soluzioni per mancanza di fondi pecuniari o ritardi degli Enti che dovrebbero occuparsene o ancora per le lungaggini della burocrazia italiana.

Come succede nel capoluogo della Liguria per la ricostruzione del ponte crollato. Ad impedire al Governo di nominare il Commissario per la ricostruzione sono i rifiuti espressi sul Sindaco di Genova e sul Governatore della Liguria. Ne consegue che il Governo per ora si è limitato a scrivere, nel “decreto emergenze”, che al “Commissario per la ricostruzione” sarà “assegnata la carica prossimamente”, senza specificare quando. Motivo per cui non si sa chi si occuperà della ricostruzione, essendo i Grillini contrari alla nomina di Toti, proposto dalla Lega.

Secondo il Ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, dovrà essere “un tecnico di alto profilo”. Ovvia opinione ma insufficiente, non essendo stato ancora stabilito chi deve scegliere l’impresa che si deve occupare della demolizione di ciò che resta del ponte e di quella che lo ricostruirà, lavori urgenti e necessari ai cittadini ed alle imprese locali, ai quali gli Enti dovranno fornire il necessario sostegno, compresa la ricostruzione di una viabilità secondaria.

Può anche definirsi soddisfatto il Premier Conte, convinto che si ricostruirà “il ponte velocemente e meglio di prima. Continuiamo a lavorare senza sosta per permettere alla città e ai genovesi di tornare alla normalità”. C’è solo da sperare che il suo convincimento risponda alla realtà. Il decreto Emergenze, emesso il 13 settembre, si limita a dire che il Commissario dovrà anche redigere un piano di “parcheggi, logistica, intermodalità, riqualificazione urbana, risanamento della qualità dell'aria” e che le aziende, società o esercizi commerciali che hanno avuto un guadagno inferiore a quelli precedenti potranno godere di “alcune esenzioni di carattere fiscale”.

Proposte che dovranno essere approvate con decreto dal Premier, alle quali si aggiunge quella consigliata dal Ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, convinto che occorra istituire un'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, quanto mai necessaria per evitare altri crolli e ciò che ne consegue in spese, morti e feriti.

C’è da augurarsi che sia fondata al più presto, tenuto conto che, a stare a quanto si legge sui quotidiani, anche a Milano ci sono molti ponti mal ridotti, quindi a rischio crollo. E non solo nella metropoli lombarda. Resta pure da augurarsi che non aumentino, anzi siano ridotte, le sporcizie nelle strade d’Italia come pure di altri Stati, come giustamente rilevato dal Papa che ha potuto constatarne l’esistenza durante i suoi viaggi.

Di tali immondizie si lamentano speso i cittadini, infastiditi dal disagio che comportano a chi deve camminare o guidare una macchina. Tutto questo contribuisce a rendere il Pianeta “una distesa inquinata di macerie, deserti e sporcizia”, come affermato dal Pontefice. Che in ciò vede una mancanza di rispetto verso gli uomini ma anche verso il Creatore.

 

Egidio Todeschini

21.9.2018