Mentre Roma discute il Paese affonda

Tante incertezze e discussioni: Salvini o Di Maio o governo del Presidente? Intanto i problemi reali degli Italiani restano. E l’Europa è in ansia

 

 

Il Segretario della Lega, Matteo Salvini, per “rispettare il mandato degli Italiani” che lo hanno votato, aspira ad essere il nuovo Presidente del Consiglio. Egli ha detto che farà di tutto per averne l’incarico e che, essendo due i partiti che hanno ottenuto più voti, è legittimo che le Presidenze delle Camere siano affidate a chi ha vinto le elezioni, quindi, “una andrà a un esponente del Carroccio e l’altra a un Cinque Stelle”. Da parte sua Berlusconi, alleato per il Centrodestra, ha affermato che Salvini “farà quanto in suo potere per evitare che si torni alle urne e per assicurare stabilità all’Italia”.

Problema non facile da risolvere perché i Cinquestelle risultano essere i più votati, essendo stati eletti dal 32% dei cittadini, ma il Centrodestra (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia) ha avuto il 37% dei voti, risultando prima coalizione. Una mancanza, in entrambi, di quel 50% necessario per nominare un Capo di Governo in grado di ottenere il via libera dal Parlamento. Il che impone a Mattarella di aspettare che i due partiti trovino un accordo con altri Parlamentari onde ottenere poi il voto di fiducia.

Di Maio si dichiara ben disposto a collaborare con i partiti di sinistra su disegni di legge, compresa l’elezione dei Presidenti di Camera e Senato. Propositi che Matteo Renzi non accetta, in quanto non è disposto a rapporti con “gli estremisti”. Tanto da dire: “Non faremo da stampella a nessuno. Ripartire da zero, dall’opposi-zione, può essere una grande occasione”. Evidentemente trascurando il fatto che dai Piddini è considerato responsabile dei pochissimi voti ottenuti dagli elettori, i quali avevano anche, a dicembre, bocciato il referendum sulla sua proposta di riforma costituzionale.

Ma se la Sinistra ha perso non è solo per colpa di Renzi. Che, certo, ha qualche responsabilità. Però anche il Governo retto da Gentiloni non ha fatto ciò che gli elettori di sinistra speravano realizzasse. Tra cui la riduzione degli stipendi dei politici, il raddoppio delle carceri o, come auspicato da Famiglia Cristiana e non solo, la “valorizzazione degli insegnanti, l’edilizia scolastica … maggiori investimenti nella ricerca scientifica, un fisco favorevole alle famiglie e politiche atte ad incentivare la natalità e contro la ghettizzazione”.

E non solo. Gli Italiani, di destra o di sinistra, desiderano politiche che facilitino il rapporto lavoro e famiglia, comportino la riduzione delle spese militari ed un miglior servizio sanitario nazionale soprattutto al Sud, nonché l’aumento della lotta alla mafia e alla corruzione, l’eliminazione delle armi atomiche, le necessarie cure mediche, anche se il malato non ha un reddito sufficiente, l’assistenza domiciliare agli anziani e alle famiglie che se ne fanno carico, città meno inquinate da gas tossici e dai rifiuti, spiagge invase dal cemento.

Desideri ai quali si aggiungono, secondo il giornalista del Corriere della Sera, Aldo Cazzullo, “i disagi provocati dalle rovine idrogeologiche che minacciano più regioni, dalle baby gang, dalla ripresa delle tossicodipendenze, dall’alcolismo al gioco d’azzardo… dalla crescente dispersione scolastica e disoccupazione giovanile in Italia, oggi al 32,2%”. Pericoli sui quali è necessario intervenire al più presto. Perché, come affermato da Papa Francesco, “non c’è pace laddove manca lavoro o la prospettiva di un salario”.  Leggi non fatte e problemi non risolti che ora attendono il nuovo Governo.

Intanto Di Maio, contraddicendo il Dna grillino, cerca appoggi, però solo per realizzare il “suo” programma, mentre Berlusconi è amareggiato dal sorpasso dell’alleato Salvini che ha promesso di cacciare seicentomila clandestini ed è contrario all’Unione Europea. Il che rende particolarmente difficile il compito del Capo di Stato, come recentemente rilevato anche dallo Spiegel, settimanale tedesco con grandissima tiratura.

A chi dunque affiderà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’incarico di formare il nuovo Governo dopo e consultazioni al Quirinale? A prima vista non sarà una crisi breve né indolore. Lega e Cinquestelle potrebbero allearsi su un programma minimo: spartizione delle cariche di presidente di Camera e Senato, abolizione della legge Fornero sulle pensioni, riscrittura dei trattati con l’Europa, blocco dell’immigrazione clandestina, nuova legge elettorale. In altro caso Mattarella potrebbe formare un “Governo del presidente” nominando Premier una persona importante, meglio se non politica, o istituire un Esecutivo a termine, con un programma limitato su alcuni punti stabiliti, per esempio una nuova legge elettorale. Quella che può finalmente dare all’Italia un minimo di stabilità.  

Egidio Todeschini

 

16.3.2018