Resta con noi Signore la sera – Terza domenica di Pasqua

Con preghiera di inoltrare a familiari e amici

Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se volesse andare più lontano. Ma essi insistettero: “Resta con noi perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto”. Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono i loro occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista.  (Luca 24, 29-31)

Il Vangelo della Terza domenica di Pasqua è quello noto dei discepoli di Emmaus. Ricordiamo: il giorno della risurrezione, Gesù si manifesta d buon’ora a Maria Maddalena e verso sera agli Apostoli riuniti. Otto giorni dopo (Vangelo di domenica scorsa) di nuovo agli Apostoli e questa volta con loro c’era anche l’incredulo Tommaso. Di mezzo si colloca l’episodio dei due discepoli che, la sera del giorno di Pasqua, sono in cammino verso Emmaus e non nascondono la loro tristezza per come pensano sia finita la vicenda di Colui nel quale avevano riposto le loro speranze. Lo dicono anche al viandante che li raggiunge e cammina con loro. Non sanno che il loro occasionale compagno di viaggio è proprio Lui, vivo e risorto; lo riconoscono soltanto quando, fermatosi con loro, egli ripete i gesti e le parole della Cena che aveva preceduto la sua passione.

Lungo la strada il Risorto aveva spiegato loro le Scritture, alla cena dona loro il Pane: nell’episodio di Emmaus si trovano i tratti salienti della liturgia della Parola e della liturgia eucaristica, cioè la Messa, da Lui lasciata ai suoi da rinnovare per sempre. “Fate questo in memora di me” aveva detto e mai altro comando è stato da due millenni così puntualmente eseguito. Perciò non comprendiamo perché oggi tanti cristiani non sentano il bisogno della Messa domenicale.

In questi giorni si parla tanto della “fase due” per una ripresa dal coronavirus; occorre però tener presente anche il bisogno di recuperare i valori dello spirito e della comunità perché la preghiera in chiesa con gli altri fedeli non è un problema secondario per chi crede. Si può pregare anche a casa – si osserva – come in questi giorni del Covid-19. Certo che sì, anche grazie ai mezzi tecnologici, ma - ricorda papa Francesco e lo sottolineo - è solo per un momento di emergenza, non deve diventare la normalità. La preghiera comunitaria, in primis la Messa, è il senso stesso dell’essere Chiesa.

Rinascere: un bisogno che deve stare nei cuori di ciascuno. Rinascere a una vita nuova, meno frenetica, meno diretta solo al benessere, ai beni materiali. Siamo caduti nella rete fascinosa dell’avere, senza preoccuparci dell’essere e dell’amare. Ma per rinascere occorre ritornare ai valori: la riconoscenza al Creatore, la condivisione con il prossimo, la solidarietà, la preghiera come momento dell’anima, la gioia di sapersi amati dal Signore. Sapendo che Egli cammina accanto a noi nei modi da Lui scelti, per esempio “Ogni volta che sarete riuniti nel mio nome, io sono con voi”. E ancora: “Qualunque cosa avrete fatto ad uno solo dei miei fratelli, l’avrete fatta a me”.

Allora ecco la preghiera: Signore, volgi il tuo sguardo verso di noi in cammino fra stanchezze, prove e speranze. Quando la notte ci avvolge e i pericoli ci insidiano, noi crediamo che Tu sei con noi. Noi crediamo che Tu ci terrai per mano e ci mostrerai la giusta via. Perché Tu sei il nostro Salvatore.

Don Egidio