Una forza che può cambiare il mondo

A Milano le famiglie si stringono attorno al Papa. Occorre sostenere l’unità coniugale, promuovere la pace,
 tutelare il lavoro e la festa

 

Lo scandalo che aleggia in Vaticano a causa della divulgazione di documenti segreti del Papa, con conseguenti attacchi alla Chiesa, aveva turbato la vigilia del suo incontro con le famiglie a Milano. Poi invece nei tre giorni della sua permanenza nella metropoli, milioni di fedeli, tra i quali moltissimi ragazzini, lo hanno ascoltato ed applaudito, cantando e sventolando bandiere, fin dal suo arrivo con il segretario di Stato Vaticano, Card. Tarcisio Bertone. Ad aspettarlo, lungo il percorso che lo portava alla Cattedrale, e in Piazza Duomo, non c’erano solo il sindaco Pisapia, il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, il Ministro Andrea Riccardi ed altre autorità cittadine e religiose, ma tanta gente, Italiani e stranieri, venuti per ascoltare il Santo Padre ed accoglierlo con cartelli e striscioni. Pure sulla Madonnina, simbolo della città, sventolavano lo stendardo del Vaticano ed il Tricolore.

Certo, qualcuno, non interessato all’evento che inevitabilmente porta a sconvolgere la normale routine della metropoli, ha criticato il dispendio di energie - più di mille fra vigili urbani, carabinieri e 300 tiratori scelti, ai quali si affiancano numerosi volontari - e di soldi spesi per salvaguardare l’incolumità del Pontefice. Altri hanno perfino esposto manifesti, con la scritta “Pope go home” (Papa, va a casa). Ma disapprovazioni ed insulti non hanno influito sulla buona riuscita dell’evento. E non hanno impedito a Benedetto XVI di sentire il calore e la gioia dei partecipanti, espressa anche con i tantissimi striscioni con su scritto “Benvenuto”. Un augurio al quale si è aggiunto quello dello Stato di Israele che ha donato una pianta d’ulivo, proveniente da Nazareth, città in cui viveva la Santa Famiglia, come gesto di pace e dialogo.

Tre giornate intense, quelle del Santo Padre a Milano, durante le quali ha lanciato anche messaggi alla politica, chiamata a “non fare promesse che non può realizzare”, oltre che invitata “a difendere i valori della vita e della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna”. Tanti gli impegni: venerdì sera è andato alla Scala per assistere alla Nona Sinfonia di Beethoven diretta dal maestro Daniel Barenboim; sabato mattina si è incontrato in Duomo con i religiosi e le religiose, comprese le suore di clausura. Poi allo Stadio di San Siro con i cresimandi e cresimati invitati ad essere santi e a tendere ad alti ideali. Tornato in Arcivescovado, ha parlato con le Autorità civili; infine al Parco Nord - Aeroporto di Bresso per il ritrovo serale con le famiglie provenienti da 153 nazioni. Qui domenica ha celebrato la Santa Messa, prima di rientrare a Roma.

Era la prima volta che Benedetto XVI veniva a Milano; Giovanni Paolo II vi era andato nel 1983 e poi nel 1984, in occasione del raduno della gioventù. Il testimone ora è passato al suo successore che nel 2009, in diretta da Città del Messico, aveva annunciato di voler tenere nella metropoli lombarda il VII Incontro mondiale delle famiglie. Il tema di quest’anno era “La famiglia, il lavoro e la festa”, sul quale è doveroso dedicare momenti di preghiera e di riflessione, in un’epoca come l’attuale in cui il matrimonio è sempre più a rischio, il lavoro è concepito in funzione del massimo profitto e la festa vissuta come occasione di evasione e di consumo. Tutto ciò contribuisce a disgregare la famiglia e la comunità e a diffondere uno stile di vita individualistica e godereccia, ponendo così ostacoli ad un’esistenza veramente umana. Da qui l’esortazione papale a “promuovere una riflessione ed un impegno rivolti a conciliare le esigenze e i tempi del lavoro con quelli della famiglia … e a recuperare il senso vero della festa, specialmente della domenica, pasqua settimanale, giorno del Signore e giorno dell’uomo, giorno della famiglia, della comunità e della solidarietà”.

Mai come oggi la famiglia ha bisogno di pace. Invece troppe divisioni la minano. Per questo il Papa lotta per salvare le unioni coniugali, per porre un freno ai divorzi, per frenare gli aborti, per contrastare le convivenze ed i matrimoni degli omosessuali. Esorta a rispettare la famiglia “fondata sul matrimonio tra l'uomo e la donna”, perché “Dio ha creato l'essere umano maschio e femmina, con pari dignità, ma anche con proprie e complementari caratteristiche”. Da qui, davanti ad un milione di fedeli di ogni colore e lingua, l’invito ad “armonizzare i tempi del lavoro … la professione e la maternità, il lavoro e la festa”; a promuovere interventi adeguati; a garantire misure efficaci di sostegno; a proteggere le madri; a favorire la solidarietà intergenerazionale. Ha risposto alle domande di cinque famiglie provenienti da diversi continenti. Ed invitato le mamme ad essere “felici d’aver generato”; consigliato alle mogli di essere “vere” ed ai mariti di concepire “la vita come comunione, non solo con il lavoro ma con la famiglia”. Ed a tutti di sperare, perché “la speranza è sorella gemella della fede”. Un incontro, quello del Papa, con famiglie terremotate, lacerate dalla crisi, distrutte da lutti e violenze, tuttavia festoso. Soprattutto necessario perché la famiglia è la risorsa più preziosa.  Che deve educare all'amore autentico.

Egidio Todeschini

 

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