Problema controverso e ancora irrisolto

Continuano gli arrivi di stranieri in Italia nonché le polemiche sul sì o no alla cittadinanza da dare loro. Questione da risolvere con saggezza

 

C’è da aspettarsi che, alle prossime elezioni amministrative e politiche, in Italia si verificherà la crescita di voti favorevoli ai partiti che intendono limitare l’immigrazione e, soprattutto, si dichiarano contrari allo Ius soli, cioè alla concessione della cittadinanza. Sono milioni gli immigrati nella nostra Penisola, il che ha spinto il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Junker  a complimentarsi con l’Italia che “ha salvato l’onore dell’Europa”.

Apprezzamento non condiviso da tutti, se ha fatto spostare la discussione sulla legge, anche perché il partito più favorevole allo Ius soli, il “Democratico”, oggi conta ben 7 correnti, non sempre d’accordo tra di loro, alle quali si aggiunge il "Campo Progressista" promosso da Giuliano Pisapia. Divisioni e personalizzazioni alle quali si uniscono le inevitabili critiche reciproche. Ne sa qualcosa il Ministro degli Interni, Marco Minniti, il cui codice sulle ONG (Organizzazioni non governative finanziate con donazioni) fa arrabbiare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio.

Anche il titolare del Ministero degli Esteri, Angelino Alfano, ora è disapprovato per aver recentemente affermato: “Ribadiamo sullo Ius soli che è una cosa giusta fatta in un momento sbagliato e può diventare un regalo alla Lega”, benché, a luglio avesse chiesto al Capo del Governo di farlo approvare entro settembre. Consiglio contestato dal responsabile del suo partito, Maurizio Lupi, secondo cui “serve una legge, ma una buona legge. Ora sarebbe un errore avere altre forzature in Parlamento sullo Ius soli”.

Legge che l’ex Presidente della Camera, Luciano Violante, convinto che “non esiste il valore assoluto dell’accoglienza” e che molti abbiano un approccio ideologico sul tema dell’immigrazione, condanna dicendo che “la sinistra è lontana dal popolo". Opinione cui si unisce il presidente del Senato, Pietro Grasso, e che Matteo Richetti contesta, in quanto “lo Ius soli garantisce l'integrazione ed è quindi la risposta giusta in un tempo come questo di inquietudine e paure. Non c'è tempo migliore per approvare quello che è un diritto sacrosanto".

Da parte sua il Papa invita a “salvare vite umane” perché “ricevere i migranti è un comandamento di Dio". Certo, il Governo deve gestire gli sbarchi con "prudenza". Ma a chi è accolto deve essere data la cittadinanza. Parere non condiviso dal Corriere della Sera che, in un editoriale di Ernesto Galli della Loggia, ritiene insufficienti i requisiti necessari (nascita in Italia da genitori con regolare permesso di soggiorno e ciclo scolastico di 5 anni), in quanto non garantiscono “la condivisione dei nostri valori e stili di vita. Cosa che … nel caso delle comunità musulmane fortemente ancorate ai propri principi religiosi è ragionevole pensare non accada”.

 Numerosi i commenti, quasi tutti favorevoli all'articolo. Come successo, due settimane prima, all'appello all’approvazione dello Ius soli, lanciato da molti intellettuali su Repubblica, che provocò una valanga di critiche ed opposizioni. Scritte da chi è convinto che cittadinanza significa amore per un Paese inteso come “Patria che accorda diritti solo se si conosce bene la lingua nazionale, si apprezza la cultura italiana, se ne condivide la civiltà, si rispettano le leggi, si partecipa alla costruzione di un futuro migliore”.

Quindi da non riconoscere solo per ovviare alle scarse nascite di Italiani, il che comporta una popolazione sempre più anziana. E spinge a considerare lo Ius soli come una manovra per ringiovanire la nazione. Obiettivo in parte raggiunto con la concessione del ricongiungimento familiare ai circa 74.853 immigrati nei due anni precedenti che, avendo ottenuto lo status di rifugiato, possono far venire in Italia i familiari, se dispongono di un lavoro e di una casa.

Secondo Marco Minniti, l’integrazione “non può prescindere dalla piena e sincera adesione al principio di uguaglianza di genere, al rispetto della laicità dello Stato - concepita come libertà di coscienza e separazione tra autorità religiosa e autorità politica - nonché al rispetto della libertà personale”. Aperture mentali che mancano ai Musulmani favorevoli alla poligamia, alla islamizzazione dei non Islamici, e maldisposti nei confronti delle donne alle quali non riconoscono dignità e parità di diritti.

Comprensibile, quindi, il desiderio di alcuni parlamentari di sinistra di favorirli con la cittadinanza che, forse, li spingerebbe a votare per loro. Ma sarebbe anche utile pensare che ciò comporterebbe la fine della nostra civiltà. Basata su radici ebraico-cristiane e sulla riconosciuta uguaglianza tra uomo e donna. Soprattutto sulle libertà religiose.  

Egidio Todeschini