Molto incerto il risultato delle elezioni

A stare ai sondaggi nessun partito avrà i voti necessari per governare.  Il che fa supporre che sarà necessaria una coalizione

 

 

 

Molto difficile pronosticare ora i risultati delle elezioni del 4 marzo. Incognita dovuta al fatto che le campagne elettorali per rinnovare il Parlamento e due Assemblee Regionali (Lombardia e Lazio) sono state spesso aggressive e basate su promesse non sempre realizzabili. Ne deriva che il partito vincente, ma senza il numero di voti necessario per guidare il Governo e le Regioni, dovrà per forza coalizzarsi con qualcuno, per evitare il rischio di non avere la fiducia parlamentare. Il che causerebbe altre votazioni ed ulteriori spese.

Siccome pare certo che Centrosinistra, Centrodestra e Movimento 5 Stelle, sia pure per motivi diversi, non potranno avere la maggioranza sufficiente per governare, diventerà necessario dar vita a coalizioni (benché non sempre ben viste ed apprezzate dai politici e dagli elettori) cui dovranno aderire anche i Cinque Stelle, prima sfavorevoli ad accordarsi con la “casta” dei partiti, ora pronti ad accettare alleanze, onde far approvare le leggi da loro volute e presentate.

Un cambiamento di opinione, quello grillino, che fa aumentare le tante incertezze esistenti sul prossimo Esecutivo che potrebbe proporre norme in contrasto con i trattati compilati con l’Unione Europea e con gli obblighi derivanti, tra i quali il limite del 3% sul deficit di bilancio. Barriera finanziaria che ha spinto Salvini a presentarsi come candidato alla Presidenza del Consiglio. Ne conseguirebbe un’alleanza Salvini-Di Maio, entrambi ostili a Bruxelles.  

Anche il problema immigrazione crea dissidi, in quanto da alcuni è sentito come dovere di “accoglienza”, da altri descritto come vera “invasione”, anche se gli sbarchi si sono ridotti dopo gli accordi con la Libia e grazie all’attivismo di Minniti, Ministro dell’Interno. In effetti, a stare a quanto deciso a Dublino, tocca agli Italiani decidere cosa fare in merito.

Problema che spinge parte del Centrodestra a promettere, se vince, maggiore flessibilità e più attenzione al ruolo dell’Italia. Dato che la nostra Penisola risulta lo Stato più vicino per chi fugge dall’Africa, la questione è tanto scottante da far promettere, nelle campagne pre-elettorali, di chiedere all’UE un maggiore impegno in merito e di effettuare”, come affermato da Salvini, “l’espulsione di centomila clandestini. E questo in disaccordo con molti esponenti del Centrodestra. Coalizione che, su questa ed altre questioni politiche, si presenta alquanto litigiosa,

Lo stesso sembra accadere anche nel Centrosinistra che, secondo alcuni sondaggi, potrebbe veder scendere al 23% i voti, quasi la metà del 40% delle votazioni del 2013. A causa anche dei tanti gruppi di sinistra che risulteranno nelle schede elettorali, essendo fallito il tentativo, messo in atto da Anna Falcone e Tomaso Montanari, di “unire i vari partiti di sinistra in una lista unitaria alternativa al PD”. Dove far confluire Rifondazione Comunista, Rete dei Comunisti, Partito Comunista Italiano, Sinistra Anticapitalista, Movimento RadicalSocialista, Risorgimento Socialista, Potere al Popolo e Per una sinistra rivoluzionaria. Ai quali si aggiungono il Partito Comunista che correrà da solo con il proprio simbolo, la nuova lista di Emma Bonino, quel +Europa e Italia Europa Insieme, guidata da Giulio Santagata, che include il Partito Socialista Italiano, Area Civica, la Federazione dei Verdi ed altri partiti minori. Decisamente troppi, il che rende praticamente impossibile conoscere i diversi programmi, quindi scegliere il più conveniente o il più condivisibile.

Ne consegue o un’ampia assenza ai seggi o un voto dato non in base al programma, ma per una maggior simpatia per questo o quel candidato. Senza contare gli effetti negativi prodotti dalla nuova legge elettorale, quel misto di proporzionale e maggioritario che può comportare una notevole dose di schede nulle, quindi la prevista riduzione di voti. Sconfitta provocata anche dalla possibile vittoria del M5S, prevista nonostante il pessimo risultato ottenuto dai Sindaci grillini di Roma, Torino, Bagheria (Sicilia), Livorno e Parma, tutti sotto inchiesta per notevoli reati.     

Inoltre, per evitare un’eccessiva non partecipazione al voto, tutti i candidati hanno presentato una quantità di programmi che, per essere realizzati, comporterebbero una spesa eccessiva a carico dello Stato, quindi un aumento del debito pubblico sanabile solo con un incremento delle tasse. Conseguenza che anche noi Italiani all’estero dobbiamo tener presente al momento del voto. A difesa dei nostri parenti residenti in Italia.

Egidio Todeschini

18.2.2018