Un discorso pieno di speranza e fiducia

Nel messaggio di fine anno il Presidente della Repubblica ricorda che l’Italia è “sinonimo di sapienza, genio, armonia” ammirata nel mondo

 

Ha riscosso un largo apprezzamento il tradizionale discorso di fine anno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ne riporto le idee espresse per farne partecipi gli Italiani qui residenti che, per vari motivi, non lo hanno potuto ascoltare dalla TV, come avrebbe meritato.

Il suo discorso è piaciuto a molti perché ha spinto ad una maggiore concordia della comunità e ad una “cultura della responsabilità”, l’unica che può far risolvere le crisi esistenti in Italia, in quanto spinge ad “investire molto sui giovani, per evitare l'esodo verso l'estero”. Sempre che, in Italia, ci siano “occasioni di lavoro correttamente retribuite”. Un invito, quello di Mattarella, indirizzato ai ragazzi, nonché sul clima e sul bisogno che le Istituzioni aiutino a sviluppare fiducia e senso di responsabilità.

In particolare è stato ritenuto da Dario Franceschini, Ministro per i Beni e le attività culturali e per il turismo, un “grande discorso”, convinto che “i ripetuti richiami alla cultura… e la citazione delle celebrazioni di Leonardo, Raffaello, Dante e di Matera e Parma, capitali della Cultura, ci spingeranno ad impegnarci al massimo per onorare le parole che, nell'azione di Governo, cercheremo di rispettare ed attuare”. Come confermato dal Presidente della Camera, Roberto Fico, onde “rendere più forte e coesa la nostra comunità e per migliorare la qualità della vita di tutti”.

“Nel suo discorso il Presidente ha tracciato la rotta per lavorare insieme per consegnare un Paese migliore ai nostri figli. Compito impegnativo… l’importante è che ciascuno di noi, nell’ambito del proprio ruolo, della propria competenza, delle rispettive responsabilità, si impegni in questa direzione” ha commentato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Largo consenso, ma non unanime. A smarcarsi dal consenso generale il leader della Lega che ha definito “melliflui, incolori, indolori, insapori” alcuni discorsi di fine anno. Se Matteo Salvini si riferisse al discorso del capo della Stato non è possibile saperlo, certo non ha elogiato pubblicamente il discorso del Presidente come invece hanno fatto quasi tutti i leader dei principali partiti tra cui Forza Italia e Fratelli d’Italia.

“Un discorso augurale, capace di cogliere gli elementi di positività nella realtà del nostro Paese e le ragioni per stare uniti al di là delle contrapposizioni politiche e per guardare con ottimismo, nonostante tutto, al domani. È quanto dovrebbe saper fare la politica, in Italia troppo spesso avvelenata da scontri fra fazioni e dal linguaggio dell’odio e del disfattismo” ha commentato Silvio Berlusconi. E la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: “Discorso d’alto profilo: forte richiamo all’identità italiana, centralità della famiglia, crescita dell’Italia da Nord a Sud, orgoglio per i tanti esempi positivi che ci vengono dai nostri concittadini. Obiettivi ambiziosi che purtroppo si scontrano con la mediocre quotidianità di un governo incapace di dare risposte positive, ma in vista delle prossime elezioni, spera che il prossimo sia in grado di “riaccendere la speranza in tutti gli italiani”.

In effetti, i richiami all’Italia “dell’altruismo e del dovere e alla cultura della responsabilità”, come pure l’invito a lavorare per migliorare la coesione sociale, sono indicazioni che dobbiamo tutti porre a fondamento della nostra azione quotidiana. Il presidente Mattarella ci ha ricordato che si entra negli anni Venti di questo secolo e, senza nasconderci i problemi, dobbiamo scommettere sull’Italia che ha forza, spirito, passione, fiducia e cultura per ripartire. Lo dobbiamo in primo luogo alle nuove generazioni che si aspettano lavoro e futuro.

C’è da augurarsi che alle approvazioni e ai buoni propositi seguano i fatti e quanto prima le relative decisioni legislative.

Egidio Todeschini

8.1.2020