In attesa della nuova legge elettorale

 

Tante le proposte inmmerito ma nessun accordo. Questo in contrasto con il buon senso e la democrazia e a scapito di tutti

 

 

Come altre volte ho rilevato, non è possibile sciogliere il Governo e rinnovare le elezioni nazionali in quanto non c’è un’unica legge per le due Camere, essendone stata formulata una per eleggere i Senatori, qualora gli Italiani avessero approvata la modifica (presentata da Maria Elena Borghi, allora Ministro delle Riforme Costituzionali) dei compiti del Senato. Non solo: a gennaio la Corte Costituzionale ha giudicato parzialmente incostituzionale l'Italicum, promosso dal governo Renzi per eleggere i Deputati, approvato nel 2015, di cui ha eliminato alcune parti.

Quel­lo che re­sta dopo la cancellazione effettuata dai giu­di­ci, è tutt’altro che positivo in quanto porterebbe ad un Par­la­men­to in­go­ver­na­bi­le, dato che nes­sun par­ti­to o coa­li­zio­ne sarebbe in gra­do di ave­re la mag­gio­ran­za, soprattutto al Se­na­to. Il che fa sì che i partiti di cen­tro­de­stra e di cen­tro­si­ni­stra sa­rebbero co­stret­ti ad in­ven­ta­re alleanze governative di­ver­se da quel­le pre­sen­ta­te agli elet­to­ri. Motivo per cui il Capo di Stato ha invitato il Governo ed i Parlamentri a formulare una nuova legge elettorale efficiente e valida per le due Camere.

Normativa ancora inesistente perché ciascun partito punta su quella che ritiene più favorevole, benché tutti i Parlamentari siano d’accordo, almeno a parole, sul fatto che essa deve poter ridurre l’eccessivo numero di sigle partitiche e permettere agli elettori di valutare il talento politico dei candidati. Giudizio, comunque, non sempre facile. Anche perché, in un Paese come il nostro dove i partiti abbondano, occorre creare una legge che consenta di avere la maggioranza necessaria per governare. 

Cioè avere un sistema elettorale identico per la Camera e per il Senato, che permetta anche ai partiti che hanno superato la soglia minima di votare a favore dell’Esecutivo senza, però, pretendere di modificarne le decisioni. Il che spinge alcuni politici a proporre il proporzionale. Idea che non convince più di tanto in quanto potrebbe comportare una replica della Prima Repubblica, favorire la frammentazione partitica, quindi non soddisfare il bisogno nazionale di un sistema che promuova il bipolarismo. E soprattutto permetta alla pros­si­ma le­gi­sla­tu­ra di durare i 5 anni costituzionalmente previsti, onde evitare nuove elezioni. Occorre, quindi, una leg­ge sen­sa­ta e coe­ren­te, com­pi­to che spesso i Parlamentari, benché av­vo­ca­ti, po­li­ti­ci di pro­fes­sio­ne e ti­fo­si del­la Co­sti­tu­zio­ne più bel­la mon­do, evidentemente non sanno svolgere, a giudicare dai frequenti scioglimenti del Parlamento. Il 27 febbraio scorso, i Deputati hanno iniziato a discuterne, su decisione degli esponenti del Pd, Lega, M5S e Fratelli d’Italia, cui si è opposta Forza Italia, contrariata dal fatto che il dibattito si svolge solo sulle proposte formulate dalla minoranza del Pd firmata da Roberto Speranza, dal centrista Pierpaolo Vargiu, da Maurizio Lupi e dal grillino Danilo Toninelli.

Il leader del M5S, Beppe Grillo, chiede di "andare al voto il prima possibile" con la legge proposta da Toninelli. Ma gira la voce che sceglieranno il Lauricellum, che prende il nome dal deputato del Pd, Giuseppe Lauricella, docente di diritto costituzionale. Testo che prevede un premio di maggioranza solo se un partito, non la coalizione, supera il 40% sia a Montecitorio che Palazzo Madama. Tale percentuale attualmente illusoria dato che dai sondaggi nessun partito raggiunge tale soglia. Il che comporta che il mancato ottenimento del 40% comporterebbe un proporzionale puro.

Conosciute le motivazioni della sentenza della Consulta, votare la nuova legge dovrebbe risultare più facile. Senza contare che, in mancanza di un accordo (dovuta alla fret­ta di andare al voto di molti Parlamentari, tra i quali Mat­teo Ren­zi che sta già facendo la pro­pria cam­pa­gna elet­to­ra­le nella quale, forse per accattivarsi il segretario leghista Salvini, esprime pareri contro l’Unione Europea) gli Italiani potrebbero votare con le re­go­le che risultano scrit­te dai Giudici.

A fre­na­re, invece, sono For­za Ita­lia, i Cen­tri­sti e la par­te del Pdl che, pri­ma di pen­sa­re al­le ele­zio­ni, in­ten­de li­be­rar­si di Ren­zi. Motivi e polemiche che non aiutano ad approvare quanto prima una nuova legge elettorale, che dovrebbe essere sen­sa­ta e coe­ren­te, tanto da permettere alla pros­si­ma Le­gi­sla­tu­ra di sopravvivere, agli Italiani di vedersi ridurre problemi e carenze, ai monumenti di essere protetti o restaurati, alle Amministrazioni comunali di ottenere i mezzi economici che servono per essere ben gestite. E, magari, di ridurre il debito pubblico dello Stato. A noi, per ora, rimane solo da sperare che gli attuali Parlamentari riescano a formularla.

Egidio Todeschini

 

 

 30.4.2017*