Ma è un reato l'umana solidarietà?

 

La discussa vicenda del sindaco di Riace. Accogliere un profugo è un gesto di umanità prima che politico. I migranti sono una risorsa non un pericolo

 

 

Il Sindaco del Comune calabrese di Riace, Mimmo Lucano, pochi giorni fa è stato arrestato per aver accolto, in contrasto con le leggi vigenti in materia, immigrati sprovvisti dei documenti necessari per essere accettati. Reato commesso non per vantaggio personale ma per umanità, onde garantire un futuro ed una vita decente a gente fragile e povera.

Certo, le norme vanno rispettate. Ma anche quelle dettate dall’umanità, dalla disponibilità nei confronti di chi soffre, connazionale o straniero, uomo o donna, giovane o vecchio che sia. Sentimenti che hanno spinto Lucano a concedere ospitalità agli emigrati arrivati nella sua città. Il suo è un comportamento dettato da generosità, dalla convinzione che l’attuale legge non rispetta le regole liberali della democrazia. E dal fatto che - ha detto il sindaco Lucano - “Riace stava morendo, quando nel ’98 arrivarono in Paese i primi migranti, anzitutto curdi”.

Opinione che, inevitabilmente, ha suscitato apprezzamenti. Tra i quali, quello del Vescovo di Locri, Francesco Oliva, che, addolorato dalla carcerazione del Sindaco, lo ha difeso dicendo: “Ha fatto dell’accoglienza dei migranti la sua ragione di vita”, sperando che la Magistratura sappia “fare luce sui fatti contestati in modo che la verità possa prevalere. Nell’interesse di Lucano, di Riace e di tutta la comunità ora sconcertata e disorientata più che mai”. Pur ammettendo che il Sindaco abbia agito per un “eccesso di generosità”, compiendo così un “reato di umanità”, ha pure affermato che la legge deve essere “per l’uomo e per una vita sociale più umana” e, di conseguenza, farsi “carico dei diritti fondamentali della persona. La burocrazia deve aiutare in tale senso: guai a voltare le spalle a chi è nel bisogno e bussa alla porta delle nostre case, ne verrebbe a scadere la nostra stessa umanità”.  

Anche l’arcivescovo di Campobasso, Giancarlo Maria Bregantini, ha espresso “profonda amarezza e dolore per lui e per tutta la comunità del Paese e della Calabria. I migranti, come s’impara da Riace, sono una risorsa, non un pericolo. Ritengo che l’agire di questo sindaco, coraggioso e tenace, sia stato fecondo di bene”.

Favorevole pure Don Ciotti, molto attivo nel sociale, il quale ha detto di essere consapevole che si debbano rispettare le leggi, ma “anche convinto che, se Mimmo ha imboccato delle scorciatoie, lo ha fatto per umana solidarietà. E che “ora c’è d’augurarsi che la politica… sappia dare continuità e diffusione a un modello di accoglienza che ha generato lavoro e sicurezza e costruito la ricchezza umana e sociale di una comunità”.

In effetti, è giusto osservare le leggi, ma necessario anche rispettare le diversità ed aiutare i poveri. Perché chi viene meno a questo dovere umano offende i principi essenziali della nostra Nazione che, quindi, non deve rifiutare le azioni compiute per umanità, cioè per amore del prossimo. Ed eseguite non per guadagnare soldi o benefici, ben solo per carità e per il bene della città.

Ovviamente non sono mancate le critiche, dettate dall’opinione che aprire le porte a chi viene dall’Africa è agire “in aperta contestazione del Ministro Salvini” e, come ha detto Luigi D’Alessio, Magistrato di Locri, decidere “non come Sindaco, rappresentando i cittadini nel rispetto delle regole, ma come un monarca, ammettendo di fregarsene di quelle regole che sono una garanzia per tutti”.

Dopo gli arresti domiciliari, avvenuti, a detta dell’incarcerato, “per un reato di umanità”,  ne è conseguita la sospensione dall’incarico amministrativo, provvedimento reso noto dal vicesindaco Giuseppe Gervasi, che ne ha preso le funzioni, il quale ha detto che ora  “c’è incertezza, paura e smarrimento pure tra i tanti migranti che si trovano a Riace con le loro famiglie da tanto tempo”.

Il che, come ha commentato il fratello, prima ha amareggiato e fatto arrabbiare l’ex Sindaco, poi apparire “più sereno, visto che non è solo” lui ad agire con umanità e, soprattutto, a ritenere utile alla Penisola l’accoglienza di immigrati. Molti dei quali hanno gridato “Mimmo libero” davanti alla casa.

L’arresto ha suscitato approvazioni, in Italia e non solo, di quanti apprezzano il tentativo d’integrazione che il Sindaco di Riace ha tentato di realizzare, ma che ha fatto scandalizzare coloro che ritengono più importante e doveroso rispettare sempre le leggi nazionali.

Il fatto ha preoccupato anche il Commissariato Onu dei rifugiati perché “Domenico Lucano è diventato il simbolo dell’Italia che accoglie”. Come è giusto fare nei confronti di chi soffre ai quali è giusto dare diritti e trasmettere doveri. Perché solo così si rendono responsabili, utili e leali gli stranieri accolti in Patria.

28.10.2018   Egidio Todeschini