Ancora scontri sulle unioni civili

Legge approvata al Senato con l’abolizione dell’articolo sulle adozioni ai gay. Occorre piuttosto facilitare le adozioni alle coppie eterosessuali 

 

A fine gennaio avevo già trattato questo argomento, mettendo in luce i pro ed i contro della legge in questione e soprattutto l’inaccettabilità, anche dal 73% degli Italiani, della possibilità che una coppia omosessuale potesse adottare il figlio del convivente. Disapprovazione dovuta non solo alla convinzione che un bambino ha diritto ad avere un padre ed una madre, ma anche perché ciò comporterebbe la pratica dell'utero in affitto, in Italia vietata dalla legge 40 del 2004. Ne è conseguita, nei componenti stessi della maggioranza, una battaglia, durata più giorni e combattuta con insolenze, irrisioni e minacce reciproche, spesso dovute più a rivalità politiche che a profonde convinzioni.

Gli oppositori, contrari anche al previsto obbligo di fedeltà delle coppie gay unite civilmente, hanno minacciato di non votare a favore della legge, se non si toglievano le due materie in questione, facendola così decadere. Ne è conseguita la decisione del Capo del Governo di blindare, con il voto di fiducia, il provvedimento poi approvato con 173 voti favorevoli. Passato, poi, in commissione Giustizia alla Camera, dal 3 marzo scorso è in mano ai Deputati. I quali potrebbero approvarlo al più presto, senza apportare modifiche, benché - a causa delle proteste anche di intellettuali ed artisti che vorrebbero ripristinare la prima versione della legge, soprattutto per quanto riguarda le adozioni - alcuni esponenti del Pd insistono per farle rimettere nel testo.

In effetti si dicono convinti che la “legge concede diritti ai bambini e doveri ai genitori. Sarebbe un grave errore non riconoscere una responsabilità ad entrambe le figure genitoriali, per i minori che già vivono in queste famiglie”. Che, in effetti, non sono poche. Alle quali, ora, si aggiunge quella di Vendola, Presidente della Regione Puglia, il cui “compagno” trentottenne, l’italo canadese Eddy Testa, ha avuto, da una indonesiana, il piccolo Tobia Antonio, ritenuto da Vendola “figlio di una bellissima storia d’amore, la donna che lo ha portato in grembo e la sua famiglia sono parte della nostra vita”. La coppia, che convive dal 2004, dice di sentirsi “discriminata in uno Stato che non riconosce i nostri diritti, che quasi non ci vede, che sembra troppo condizionato da una classe dirigente ipocrita ed arretrata”. E, comunque, spera di poter comunque ottenere l’adozione dalla Magistratura. Come già accaduto più volte.

Differenze di opinioni che spingono il Ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, a voler presentare, quanto prima, un testo legislativo per riformare la legge sulle adozioni, per estenderle alle coppie omosessuali e a chi vive da solo, “per dare ai bambini, orfani e non voluti, una famiglia”. Al che Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc, e Rocco Buttiglione, vicepresidente del gruppo AP-Udc alla Camera, reagiscono definendo inaccettabile il cinismo “con cui qualcuno nel Pd vuole intervenire per ripristinare quella stepchild adoption che il Senato ed il popolo italiano hanno chiaramente rigettato”. In nome del diritto dei bambini di non essere resi di proposito orfani alla nascita per poterli adottare. In quanto, aggiungono, “l'adozione esiste per dare loro una famiglia”. Ammesso che sia “famiglia* quella formata da due soggetti dello stesso sesso.

Non a caso Lorenzo Cesa si dice pronto ad abbandonare la maggioranza in quanto, afferma, “non si ascolta solo chi urla ma bisogna dare voce anche a chi, come i bambini, non riesce a urlare ma ha comunque il diritto di essere tutelato”. Cioè di avere un padre ed una madre, come richiesto e voluto dalla maggioranza degli Italiani e da Chi, a tal fine, ha creato l’uomo e la donna. Giusto, quindi, prevedere al più presto una riforma della legge sulle adozioni che miri a rendere il procedimento giudiziario più snello e meno burocratico a favore delle coppie eterosessuali, sposate o meno che siano.

Ciò andrebbe a beneficio di bimbi rimasti soli o non voluti dalla mamma, come spesso succede. Creature che vivono disperatamente in orfanotrofi, pur avendo il diritto di godere dell’amore e della cura di genitori che devono dar loro una casa e quel calore familiare, nonché l’educazione e la sicurezza, che sarebbe crudele negare loro. Spetta al Parlamento dedicarsi seriamente ad una legge che tolga, in tempi brevi, i bambini dall’emarginazione e dalla solitudine, per affidarli a chi vuole prendersene cura ed amarli. I Parlamentari dovranno dimostrarsi all’altezza della situazione per dare una famiglia a chi è solo, abbandonato dal destino e trascurato da una legislazione che dovrebbe, invece, facilitare loro un percorso di amore e di tutela. Tenendo conto che bambini devono essere istruiti ed educati da padre e madre. Non acquistati da chi ha soldi sfruttando donne povere. Come ha fatto il compagno di Vendola con la madre di Tobia Antonio, versandole migliaia di dollari e promettendole di farle vedere, di tanto in tanto, il bambino.

Egidio Todeschini

7.3.2016  

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