Non piace la legge sulle Unioni Civili

Approvata il 15 scorso, per garantire alcuni diritti agli omosessuali, presenta anomalie e norme anticostituzionali. Inevitabili le critiche

 

Il giorno dopo la convalida definitiva della Camera, il disegno di legge a favore degli omosessuali approvato con 369 sì, ha suscitato, come era prevedibile, un’infinità di polemiche, non solo da esponenti della Chiesa, bensì anche da politici, soprattutto del centrodestra, da esponenti dell’Istituto Nazionale della Previdenza (Inps), da giornalisti e da qualche sindaco. Perché sarà anche vero che Parlamentari e Ministri hanno giurato, come affermato dal Premier Renzi, “sulla Costituzione e non sul Vangelo”, ma il testo legislativo con cui si conclude la battaglia iniziata negli anni 80 del secolo scorso e che ammette la convivenza di coppia, basata su vincoli affettivi, ha notevoli difetti sia morali che economici.

E’ probabile, infatti, che ciò comporterà un’incidenza sul sistema pensionistico solo di qualche centinaio di milioni di euro, come ha spiegato il presidente dell’Inps, Boeri. Ma è cifra che, comunque, inciderà sul debito pubblico nazionale. Certo, è stata eliminata la possibilità di effettuare adozioni che avrebbero comportato, almeno per le coppie di due uomini, la vergogna dell’utero in affitto, nonché il venir meno, per gli adottati, della presenza di un papà e di una mamma, dei quali, invece, hanno bisogno. Non solo: nel testo legislativo si dice espressamente che le Unioni non si “celebrano” ma si “costituiscono” mediante una dichiarazione ufficiale di stato civile, in quanto la “celebrazione” è specifica del matrimonio.

Ma rimangono alcune anomalie non indifferenti che hanno suscitato contrasti e discussioni. Tra queste, la mancanza dell’obbligo di fedeltà, con conseguente riconoscimento della bigamia, non prevista, anzi, condannata dall'articolo 556 del codice penale con una pena da 1 a 5 anni. Per gli omosex, invece, non avrà conseguenze. Il che ha spinto alcuni giornalisti, e non solo, a chiedersi se ciò varrà anche per le coppie bisessuali non sposate. A ciò si aggiunge il fatto che chi ucciderà il partner se la caverà a buon mercato, perché non gli si potrà contestare l'aggravante dell'aver ammazzato il coniuge. Senza contare che chi cercherà di favorire il convivente mentendo davanti al pm, sarà incriminato, a differenza di quel che oggi accade fra i coniugi.

Una differenza che contrasta con quanto risulta dal comma 20 del testo legislativo in cui si legge che “le disposizioni contenenti le parole coniuge o coniugi o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche alle persone dello stesso sesso”. Il che assimilerebbe le Unioni civili al matrimonio propriamente detto. Da qui la necessità di stabilire le eccezioni e scorciatoie sopra accennate, pur mantenendo diritti e doveri dei coniugi. Tra questi, la possibilità di prendere un unico cognome, il diritto di successione e la pensione di reversibilità.

Contraddizioni ed incoerenze che spingono 220 sindaci leghisti a rivendicare il proprio diritto all’obiezione di coscienza sulle unioni civili omosessuali, quindi a “redigere atti contrari alle proprie ragioni morali o religiose”. Principio che, secondo il Papa, vale “anche per un funzionario pubblico, che è una persona umana”. Nella legge, però, non si fa menzione a tale diritto, benché esponenti di Forza Italia avessero presentato un emendamento per inserirlo. Ne consegue che, al massimo, i primi cittadini potrebbero affidare la pratica ad un altro funzionario comunale che, però, non può rifiutarsi di applicare la legge. Che, quindi, potrebbe essere incostituzionale in quanto non consente ad un amministratore di agire in base alla sua coscienza, alle sue convinzioni e alla sua fede religiosa, cosa peraltro sancita dalla Costituzione.

Il che ha spinto i Parlamentari di centrodestra a presentare un referendum, da svolgersi dopo che il Capo dello Stato avrà promulgata la legge, per abrogarne alcuni articoli. Referendum cui è contrario il Ministro degli Interni, Alfano, convinto che “una sconfitta aprirebbe la strada alle adozioni e all’equipa-razione ai matrimoni”. Come sostenuto anche dall’avvocata Alma Cappiello che fa riferimento ai sondaggi secondo i quali oltre il 60% degli Italiani sarebbero “favorevoli al riconoscimento dei diritti civili e patrimoniali”.

Per la Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, la nuova legge sarà anche “un traguardo storico … che cambia davvero la vita delle persone”. Per il segretario speciale dei due Sinodi sulla famiglia, l’arcivescovo Bruno Forte ed il Presidente della Conferenza episcopale, Card. Angelo Bagnasco, è invece “una sconfitta”, perché “sancisce una equiparazione al matrimonio e alla famiglia …anche se si afferma che sono cose diverse”. Da qui l’appello al Capo di Stato “affinché consideri tutti i profili di incostituzionalità del testo”.

Egidio Todeschini

20.5.2016