Ritratti di bambini dei quattro continenti

Un nuovo interessante volume fotografico di Egidio Todeschini

Selma Lagerlöf, scrittrice e pedagogista svedese, premio Nobel per la letteratura (1909), scrisse che nulla è più efficace del volto e degli sguardi dei bambini per rendere buoni gli uomini. Sfogliando la nuova opera di Egidio Todeschini, la massima della Lagerlöf ritorna spontanea alla memoria insieme alle parole di Matteo (18,10) del frontespizio: "Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli vedono sempre la faccia del Padre mio, che è nei cieli".
In tempi in cui l’infanzia di molti paesi del mondo viene sfruttata brutalmente ed è costretta a vivere nella miseria e nell’ignoranza, il monumentale volume di Egidio Todeschini, Bambini. Appunti di viaggio, mostrando questi piccoli viene a gettare un raggio di luce ed una ventata di speranza. Le innumerevoli fotografie a colori, spesso a tutta pagina, non hanno infatti uno scopo documentale, di denuncia o di atteggiamenti critico, ma piuttosto quello di mostrare agli occhi e soprattutto al cuore del "lettore" immagini di purezza e di innocenza. E la forza delle immagini sta proprio nella serenità che sanno trasmettere a chi le osserva. Come sottolinea, nella prefazione, Antonio Guidi, già Ministro per la Famiglia e la Solidarietà Sociale.
Egidio Todeschini ci riconduce ad un diverso respiro, più leggero e sereno verso un’infanzia, sotto certi aspetti, più antica di quella che noi siamo abituati a vedere. I Bambini di queste foto, sembrano narrare di consuetudini, che a noi sembrano oggi lontane, di Paesi dove le tradizioni sono ancora vive e il tempo ha un diverso scorrere. Molti volti, tra loro cosi diversi, di bimbi spesso sorridenti, a volte persino felici.
Oltre che della prefazione di Antonio Guidi, il volume si avvale della collaborazione per alcuni testi di Dalmazio Ambrosioni, di Susanna Pesenti e di Sandro Vavassori.
L’occhio fotografico di Egidio Todeschini si posa con discrezione quasi sommessa sui volti dei bambini della Dalmazia, della Spagna, delle Seychelles, dell’isola Maurizio, del Messico, del Brasile, della Bolivia, del Nicaragua. E poi ancora della costa d’Avorio, della Tailandia, di Bali, della Cina… Si tratta di un racconto per immagini di bambini che giocano, che lavorano, che vendono qualche povera mercanzia al mercato. Proprio perché non vuole essere un libro denuncia non ci sono scene di guerre, di maltrattamenti, di sfruttamento. Todeschini ritrae il mondo che lui ha incontrato, ritrae i bambini come vorrebbe fossero. "In queste fotografie - commenta Dalmazio Ambrosioni - ritroviamo un silenzio complice. Non nasconde né sottende. Parla a chi sa ascoltarlo e capirlo. Questo silenzio, questi silenzi dalle tante gradazioni non sono frutto della mancanza di parole. Sono parole espresse in altro modo, con un movimento interiore. Un niente che dona ai volti espressioni cariche di significati, infonde una luce rara negli occhi, non nasconde ma interpreta la povertà, che è sempre solo materiale, mai spirituale…" (T.G.)

("Agorà" / Zurigo, 21 giugno 1997)