Bambini che chiedono un nuovo futuro

Sui loro volti una domanda di senso. Nuovo libro fotografico di Egidio Todeschini

Quando finalmente ci sbarazzeremo di questo secolo di sangue, grazie al cielo manca poco, forse lo vedremo per quel che è: un periodo in cui le possibilità della scienza e della tecnica sono state sfruttate per la morte più che per la vita. E riconosceremo, forse, che le vittime sono state soprattutto i bambini.
Non vittime simboliche, ma reali. Nelle fabbriche, nelle guerre mondiali e civili, nella shoah e in tutti i genocidi, in Europa, in Asia, in Africa, nei campi profughi di oggi così simili ai campi di concentramento e ai gulag di ieri. Ci sono pagine atroci, diari, ricordi, disegni che impediscono di illudersi che tutto ciò appartenga a un lontano passato.
Il sangue dei bambini
, la fame, la sofferenza dei bambini. C’è altro da dire? C’è da vedere. Per esempio le fotografie del libro di Egidio Todeschini, "Bambini. Appunti di viaggio" edito da Ferrari. Bambini-cronaca, non bambini-pubblicità. Bambini colti in giro per il mondo, così come sono, nelle situazioni, felici e infelici, in cui si trovano a vivere.
Bambini belli e bambini bruttini, come capita nel mondo reale, ma tutti irresistibili, tutti commoventi, tutti con lo sguardo che ci interroga: che sarà di noi?
La forza del libro sta nel non aver voluto proporre fotochoc ma la vita "normale" di bambini "normali" di diverse parti del mondo. Piccole istantanee di vita quotidiana. E allora sorge la domanda: è giusto che l’unica vita proposta ai bambini sia questa? Guardando le fotografie a volte si risponde "sì" ma molto più spesso "no".

Egidio Todeschini è un sacerdote che dal 1973 lavora in Svizzera tra gli emigrati italiani. Dal 1983 dirige il "Corriere degli Italiani". Per storia personale e per felice disposizione d’animo è dotato di una grande umanità, la capacità cioè di percepire la situazione dell’altro e di modularsi di conseguenza con rispetto e cortesia. E’ una dote che l’obiettivo rivela e che i bambini, di solito cosi poco rispettati nella loro vita interiore, colgono immediatamente accettando di collaborare.
Le fotografie non hanno perciò bisogno di commenti né di spiegazioni; forse di meditazione. Todeschini però ha voluto creare delle pause nel discorso delle immagini chiedendo ad alcuni colleghi brevi testi sull’infanzia e sulla fotografia mentre ad Antonio Guidi, neurologo e neuropsichiatria, esperto di problemi infantili, ministro per la famiglia nel governo Berlusconi, è stata affidata la presentazione.

( L’Eco di Bergamo / Bergamo, 30 marzo 1997)